giovedì 26 dicembre 2013

Il Ribes nero: la perla della gemmoterapia

In fitoterapia, il Ribes Nigrum viene ampiamente utilizzato per le sue innumerevoli proprietà e per i limitati effetti collaterali: sono utilizzate le foglie, i frutti, i semi e le gemme.

Le prime hanno proprietà diuretiche, depurative, e antireumatiche. In particolare, attraverso infusi di foglie, l'organismo si libera dall'acido urico ed è per questo che è utile nelle forme reumatiche, in casi di ipertensione lieve e per la gotta.

I frutti, invece, sono caratterizzati dalla presenza di antociani che svolgono una funzione vasoprotettrice e che servono, come per il mirtillo nero, nelle terapie della vista.
Vengono utilizzati anche i semi, da cui si ricava l'olio di semi di Ribes Nigrum, un integratore alimentare di acidi grassi Omega-6, utile per diminuire il livello di colesterolo (ipercolesterolemia) e di zuccheri nel sangue (iperglicemia).

Infine le sue “preziose” gemme gli hanno fatto guadagnare il titolo di perla della gemmoterapia. Svolgono un'azione antiallergica, antinfiammatoria, antidolorifica e immunostimolante grazie all'azione simil-cortisonica. Inoltre, il Ribes Nigrum è un potente antistaminico naturale: alcuni dei suoi principi attivi contrastano l’azione dell’istamina, sostanza responsabile delle reazioni allergiche.
Ecco perché è indispensabile in fitoterapia nelle allergie (sia respiratorie che cutanee); stimola la corteccia surrenale che aumenta il cortisolo nel sangue e placa gli effetti delle manifestazioni allergiche.

Non dimentichiamo che è ottimo per la sua azione immunostimolante come cura preventiva per le influenze invernali.
Le controindicazioni sono poche e legate all'ipersensibilità individuale.È necessario fare attenzione ad eventuali effetti collaterali derivanti dall'interazione con altri farmaci (diuretici, cortisonici di sintesi, vasodilatatori ecc..).

mercoledì 4 dicembre 2013

Quanti fiori di Bach in un unico rimedio

In una boccetta di trattamento con i fiori di Bach, in genere sono contenuti 4 o 5 fiori, ma si può arrivare ad averne anche 6 o 7, il massimo suggerito dallo stesso Bach.
È importante infatti ricordare che non è la quantità che definisce la correttezza della scelta.
Dietro alla richiesta dei Fiori di Bach è spesso presente un disagio emotivo.
Ciascuno di noi è unico, con il suo carattere, la sua personalità, le sfaccettature che derivano dal suo vissuto...tutto questo provoca delle emozioni, che vanno e vengono, mutano, si intensificano e muoiono per fare posto a nuove emozioni.

Impariamo ad accettarci come parte di un tutto, noi non siamo una cosa sola in un determinato momento, non proviamo un'unica o al massimo due emozioni.
Ecco perché, il più delle volte, i fiori che vengono inseriti in un rimedio sono più di uno. Se accettiamo noi stessi come esseri complessi, allora accetteremo anche che un solo fiore non può racchiudere le nostre emozioni.

Qui un piccolo esempio che ne contiene già 4 o 5.
Posso provare paura per un esame che devo sostenere (Mimulus), ma contemporaneamente non sono sicura che sia veramente quello che voglio, e chiedo consiglio a quelli che mi stanno intorno (Cerato). E magari insieme a queste sensazioni, in fondo, è che non sono poi così sicura di farcela, di essere abbastanza brava per superare l'esame e quindi ho bisogno di Larch, oppure sto facendo fatica a concentrarmi per studiare e mi sembra tutto troppo gravoso (Elm oppure Hornbeam) e così via.

Accettiamo quindi i fiori come parte del nostro continuo mutamento senza spaventarci anche quando ci sembrano "troppi".

lunedì 11 novembre 2013

Le cefalee muscolo-tensive

Molte persone soffrono di cefalea senza che ci siano cause patologiche scatenanti.
La maggior parte di questi mal di testa deriva da tensioni ed è per questo che si parla di cefalea muscolo-tensiva.
Si tratta di un dolore persistente, che si presenta con una frequenza anche di una/due volte alla settimana, e che si manifesta con dolore frontale che coinvolge anche gli occhi oppure nella parte posteriore della testa, nella zona del collo, o ancora diffuso con indolenzimento generale della testa.

Si parla invece di cefalea cervicale, sempre di natura muscolo-tensiva, quando la zona interessata è quella delle vertebre cervicali, dalle quali il dolore sale diffondendosi anche alla testa. Le cause possono essere dovute a traumi, come ad esempio il colpo di frusta (tipico dei tamponamenti in auto), o può derivare da una postura scorretta e abitudini di vita sedentarie. Lo stress e le tensioni di natura emotiva contribuiscono a tendere maggiormente i muscoli coinvolti e a peggiorare la situazione.

Sono molti i rimedi e i trattamenti naturali che possono aiutare o addirittura eliminare questi disturbi.
Tra i fitoterapici, sicuramente al primo posto c'è l'Artiglio del Diavolo, a cui ho già dedicato un post, che con la sua funzione analgesica e antinfiammatoria mitiga il dolore e riduce l’infiammazione.
I Fiori di Bach, agendo sugli stati emotivi, riducono le cause di stress e aiutano a gestire tensioni dovute a carichi lavorativi eccessivi, responsabilità, pensieri fissi e ricorrenti ecc.

Anche la riflessologia plantare è di grande aiuto: rilassa i muscoli cervicali e riduce lo stato infiammatorio; il massaggio ayurvedico alla schiena e alla testa agisce localmente e riduce le rigidità muscolari e articolari. Inoltre, dona un rilassamento psico-fisico che favorisce il sonno e il riposo in generale, creando i presupposti per allontanare le tensioni più a lungo.

martedì 29 ottobre 2013

La scuola e i Fiori di Bach

I fiori di Bach possono essere utilizzati anche dai bambini senza controindicazioni. Come dico spesso, i fiori agiscono sulle emozioni e i bambini vivono le loro in modo più diretto e spontaneo di come possiamo fare noi adulti.
Pongono meno resistenze ai fiori e non hanno ancora quelle sovrastrutture mentali che a volte impediscono a noi adulti di ascoltare ed accettare i sentimenti che stiamo vivendo. I bambini no. Se sappiamo ascoltarli, ci raccontano in modo molto diretto le emozioni che vivono.

Scegliere i rimedi può essere addirittura più facile che con un adulto. L'inizio della scuola, ad esempio, per molti bimbi comporta un insieme di emozioni contrastanti tra cui il più comune è la paura: di ciò che non si conosce, del nuovo ambiente, dei compagni, dei maestri e per questo vengono in soccorso Aspen e Mimulus.
Un genitore può anche cogliere le emozioni da come il bambino “reagisce” ai compiti: se si scoraggia facilmente di fronte alle difficoltà può aver bisogno di Gentian; oppure se non si sente abbastanza bravo rispetto ai suoi compagni, Larch può aiutarlo a ritrovare la fiducia in se stesso.

 Ci sono poi anche dei bambini che durante i compiti in classe cancellano a loro risposta e ne mettono una magari anche sbagliata perché i loro vicini di banco hanno scritto quella. In questo caso, Cerato potrebbe essere il loro fiore.
E se facesse sempre gli stessi errori? Provate con Chestnut Bud.  Ha la testa tra le nuvole? Allora Clematis potrebbe aiutarlo. Questi sono solo alcuni esempi di come i nostri figli possono essere aiutati.

Per conoscere i fiori e leggere le descrizioni date da Edward Bach di ciascun rimedio, vi invito ad andare sul sito ufficiale della Bach Foundation.

lunedì 14 ottobre 2013

Le pomate di pronto soccorso parte 3: Artiglio del Diavolo

L'Harpagophytum procumbens, comunemente noto come Artiglio del Diavolo.
Ho scoperto i benefici di questa pianta in un passato recente e devo ammettere che adesso non potrei più farne a meno.
È una pianta erbacea perenne della famiglia delle Pedaliaceae, originaria dell'Africa Sud-Occidentale. Ha foglie carnose e frutti legnosi le cui sporgenze ricordano degli uncini o artigli appunto, e proprio da questa caratteristica deriva il suo nome. Le popolazioni indigene la utilizzavano come tonico nei disturbi digestivi e in caso di febbre.

L'Artiglio del Diavolo possiede notevoli proprietà antinfiammatorie e analgesiche, sedative e antispasmodiche.
È estremamente efficace in casi di problemi alle ossa e infiammazioni articolari. È utilizzata come rimedio naturale per mal di testa, mal di schiena di vario genere, tra cui lombalgie e dolori cervicali, tendiniti e artriti. Si rivela molto utile anche come antinfiammatorio per gotta e borsite.

Lo considero un rimedio veramente unico che, in moltissimi disturbi comuni può consentirci di evitare gli antinfiammatori di sintesi.

Spesso in erboristeria, la pomata di Artiglio si trova associata all'Arnica montana, per sfruttare al massimo l'azione combinata di queste due piante nella cura di dolori muscolari, contusioni e distorsioni.

L'artiglio del diavolo è disponibile anche in compresse e gocce di tintura madre.
La scelta tra pomata e tintura madre dipende dal tipo di dolore: per dolori agli arti facilmente individuabili sono consigliabili applicazioni locali di pomata.
Per mal di testa, cervicali e lombalgie estese è preferibile, invece, ricorrere alla tintura madre.

Controindicazioni: la pianta ha una bassa tossicità ma comunque non può essere assunta in gravidanza perché possiede un'azione ossitocica,  in casi di ulcera e ipersensibilità gastrica e se si stanno già assumendo farmaci anticoagulanti e cortisonici.
In questi casi, è necessario rivolgersi sempre al proprio medico.

giovedì 3 ottobre 2013

Le pomate di pronto soccorso parte 2: Arnica e Calendula

Dopo aver trattato, tra le pomate di pronto soccorso, Cardiospermum e Rescue, ora è la volta di Arnica e Calendula, entrambe appartenenti alla famiglia delle Asteraceae.

Arnica Montana
L'Arnica Montana, della famiglia delle Asteraceae, cresce in Europa, principalmente in zone di montagna ed in particolare sulle Alpi.
I suoi fiori gialli fioriscono in estate e vengono raccolti durante la loro fioritura, solitamente tra giugno e agosto.
Come fitoterapico è disponibile in pomata o gel in farmacia.

Grazie alle sue note proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antiecchimotiche è impiegata nei casi di traumi muscolo-scheletrici: distorsioni, lussazioni, slogature, contusioni e strappi muscolari e su gonfiori, ecchimosi e ematomi.
È molto efficace anche nelle lombo-sciatalgie e nei dolori muscolari da sforzo. Consiglio il suo utilizzo sui lividi che i bambini si procurano spesso sulle ginocchia o sulle gambe.
L'unica avvertenza è di usarla sulla pelle integra, se non ci sono abrasioni, poichè in questi casi potrebbe causare dermatiti e irritazioni. Se la pelle è lesionata è preferibile ricorrere alla Calendula.

Calendula Officinalis
Come l'Arnica Montana, anche la Calendula appartiene alla famiglia delle Asteraceae. In pomata, date le sue proprietà antinfiammatorie, antisettiche e cicatrizzanti, è efficace sulle ferite. 
Svolge infatti una funzione di antibiotico naturale, uccidendo i germi e mantenendo pulita la ferita. Inoltre, favorisce la rigenerazione delle cellule, velocizzando il processo di guarigione e cicatrizzazione delle lesioni cutanee.

La Calendula è lenitiva, emolliente e rinfrescante; nutre le pelli secche e facilmente arrossabili: consiglio il suo utilizzo in inverno sulle labbra arrossate dal freddo.
Possiede un'elevata tollerabilità, maggiore rispetto a quella dell'Arnica; per questo motivo si consiglia il suo utilizzo per trattamenti di lungo periodo (ad esempio nei disturbi della circolazione venosa come antinfiammatorio) oppure in soggetti con pelli particolarmente delicate (neonati e lattanti).

domenica 22 settembre 2013

Le pomate di pronto soccorso parte 1: il Rescue e il Cardiospermum

Nella nostra “scatola” del pronto soccorso non dovrebbero mai mancare alcune pomate che derivano direttamente dalle piante e che sono utilissime in molte situazioni quotidiane, soprattutto con i bambini.

Le pomate veramente indispensabili sono: Rescue Cream (trattato nel post precedente), pomata/gel all'arnica, pomata alla calendula, Artiglio del Diavolo in crema e pomata a base di Cardiospermum halicacabum.

Cardiospermum halicacabum
Si tratta di una pianta tropicale rampicante della famiglia delle saponifere, ampiamente utilizzata nelle dermatiti e negli eczemi per le sue caratteristiche di cortisone naturale.
I suoi semi, grandi come grani di pepe, hanno un cuore (da qui il nome Cardiospermum= seme a forma di cuore) bianco; halicacabum si riferisce invece alla forma dei suoi frutti (in greco significa “barile di sale”).

È utile nei casi di dermatite atopica, quando in genere si procede con creme cortisoniche locali, oppure anche nei casi di dermatiti seborroiche, la cosiddetta “crosta lattea del bambino”.

L’estratto della pianta ha un’azione antinfiammatoria e antiallergica: ha un effetto simil-cortisonico e presenta il vantaggio di avere un profilo di sicurezza e tollerabilità molto alto, anche nei casi di utilizzo prolungato nel tempo.
Inoltre, risulta molto efficace come lenitivo nei casi di eritemi solari e anche nei casi di prurito derivante da punture di insetti.

La  pomata di Cardiospermum halicacabum si trova facilmente in farmacia, con una concentrazione al 5-10%. 

mercoledì 28 agosto 2013

Il Rescue Remedy: l'unico rimedio di Bach già pronto

Il Rescue Remedy (il trentanovesimo rimedio dei fiori di Bach) è l'unico rimedio composto da 5 diversi fiori di Bach e quindi già pronto all'uso. I fiori contenuti sono: Star of Bethlehem, Rock Rose, Impatiens, Cherry Plum e Clematis.
È considerato il rimedio per i casi di emergenza ed è così che deve essere utilizzato.
Probabilmente, per le sue caratteristiche, è il rimedio più conosciuto e utilizzato, anche da persone che non conoscono Edward Bach e i suoi fiori.

Il Rescue non si sostituisce al medico, ma è particolarmente efficace quando è necessario intervenire tempestivamente. È il rimedio di pronto soccorso che aiuta la persona a superare lo shock, portando chiarezza e calma nello stato emotivo, consentendo quindi alla mente e al fisico di affrontare la situazione traumatica che si sta vivendo.

Tengo a ricordare (so che sono ripetitiva!) che la sua funzione è quella di agire nelle EMERGENZE; uno shock da incidente, un attacco di panico, un'ansia incontrollabile, magari prima di un colloquio o di un esame, oppure una notizia tragica come un lutto.

Ultimamente in commercio ho trovato altre miscele di fiori di Bach già pronte, per il sonno, l'armonia o per rilassarsi.
È lo stato emozionale della persona che definisce il mix di fiori adatti, non la manifestazione esterna di questo disagio (insonnia, agitazione, ansia, stress ecc.). Ecco perché in questi casi, come per altri disagi, non possono esistere rimedi preconfezionati.

Il Rescue Remedy (gocce e cream) è in assoluto l'unico rimedio già pronto di Edward Bach.
Non è la panacea di tutti i mali e spesso erroneamente viene usato anche in condizioni in cui lo stato emotivo non è causato da un’emergenza o da un trauma. In questi casi non va somministrato, poiché non avrà alcun effetto. Se non ha l’effetto desiderato, è certamente meglio chiedersi se lo si è usato nella circostanza giusta. Se le emozioni che entrano in gioco sono altre, sono altri i fiori di Bach da utilizzare.

Per le situazioni sopra descritte è preferibile usare le gocce: 4 gocce sulla lingua oppure diluite in acqua o altri liquidi (tè, tisane e succhi di frutta). Per una maggiore efficacia deve essere somministrato prima ad intervalli ravvicinati (anche di qualche minuto), poi ad intervalli maggiori fino a quando si attenua lo stato emotivo.
La crema Rescue Cream – è impiegata per uso esterno; in caso ecchimosi, bruciature, punture di insetti, irritazioni, ed eritemi (in questi casi è meglio applicarlo intorno alla lesione, sulla pelle sana).
Oltre ai 5 rimedi già citati, nella crema è presente anche Crab Apple, il fiore che dona pulizia e che purifica.
La crema non va utilizzata nelle ferite aperte, nei tagli e nelle abrasioni.

domenica 4 agosto 2013

Le diete come corrette abitudini alimentari

Nelle diete l'errore di fondo sovente è la convinzione che esista la dieta perfetta, oppure che la dieta che ha fatto perdere peso alle amiche “deve” assolutamente funzionare anche per noi.
Premessa: in una persona sana e con qualche chilo di troppo, non è necessario seguire una rigida dieta dimagrante per perdere quei chiletti in più, dai 2 ai 5 in genere.
Tuttavia si fa fatica a perderli oppure, se si perdono facilmente, si riprendono nel giro di pochi mesi se non addirittura di settimane.

Sono principalmente due le ragioni per cui questo accade:
1. la dieta è stata così rigida da risultare mortificante. Così appena se ne vede l'uscita, si cominciano a riprendere tutte le abitudini errate precedenti, non facendo altro che ripristinare esattamente la situazione pre-dieta e quindi anche i chili.
2. il tempo: spesso la fretta e il poco tempo a disposizione ci impediscono di mantenere le abitudini acquisite durante le diete; è difficile avere sempre verdure e frutta fresca in casa, quando si fa la spesa una volta alla settimana. Ancora più difficile è trovare il tempo di prepararle.

Le verdure, cotte e crude, la frutta, i legumi e i cereali sono necessari per un'alimentazione sana. Si deve quindi partire da qui per capire che ancora prima di incominciare una qualsiasi dieta bisogna comprendere quali sono gli errori alimentari che abbiamo e cercare di limitarli.
Ecco perché la cosa migliore da fare per una persona sovrappeso è partire da quello che in genere è il punto di arrivo!
Cioè conoscersi, documentarsi su ciò che di sano è possibile inserire nella propria routine quotidiana un po' alla volta, per arrivare gradualmente ad un'alimentazione bilanciata (affidandosi ad un nutrizionista o ad un naturopata se necessario), e iniziare cambiando qualche piccolo schema quotidiano. Magari abbandonando gli snack usati come spuntino per abituarsi invece a mele o carote, ad esempio.

L'importante è non stravolgere da subito le proprie abitudini. Si deve essere graduali  sia nella scelta dei cibi che introduciamo, sia da un punto vista organizzativo. L'organizzazione è utile per entrare nell'ottica di dover preparare le verdure, i cereali o i legumi, per esempio la sera prima. Oppure se dopo tre giorni la scorta di verdura prevista è finita, allora anche la spesa settimanale deve essere rivista....
Senza darsi obiettivi da fame riducendo drasticamente le calorie, ma conoscersi attraverso i tempi che si hanno a disposizione e limitando ciò che è calorico, senza rinunciarvi del tutto.
Impariamo prima di tutto ad essere sinceri con noi stessi e con le nostre possibilità; se la dieta sarà “light” più probabilità avremo di farla durare nel tempo e di trasformarla nella nostra alimentazione abituale.

Credo che per le persone che hanno pochi chili da perdere, questo “meccanismo” possa veramente funzionare, perché si basa sull'acquisire nuove abitudini alimentari*, non su diete mortificanti sulle quali spesso sappiamo già in partenza che saranno un fallimento.

* chi è fortemente in sovrappeso o ha problemi di salute deve comunque rivolgersi ad un dietologo.

martedì 16 luglio 2013

Il mirtillo e le sue proprietà

In fitoterapia, il mirtillo è utilizzato per curare numerosi disturbi. 
È importante però saper distinguere tra  differenti tipi di mirtillo, per poter utilizzare al meglio le sue proprietà curative.
Le tipologie utilizzate maggiormente sono il Mirtillo rosso comune (Vaccinium vitis idaea), il Mirtillo rosso americano (Vaccinium macrocarpon) e il Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus).

Il mirtillo rosso comune è un arbusto di sottobosco caratteristico dell'Asia e dell'Europa, Italia compresa. Ha una grande funzione disinfettante e diuretica; viene impiegato per mantenere e ripristinare la regolarità intestinale e per combattere le infezioni sia intestinali che urinarie.

Inoltre, rientra tra i fitoterapici utilizzati in menopausa, quando nella donna si riduce la quantità di estrogeni prodotti e aumentano i rischi di malattie cardiovascolari e di osteoporosi.
Il mirtillo svolge infatti un'azione estrogenica, che consente di attenuare i sintomi della menopausa e di attenuarne anche alcuni effetti come caldane, invecchiamento cutaneo e osteoporosi appunto.
Il mirtillo americano, meglio noto con il nome di Cramberry, è un arbusto tipico del Nord America e del Canada e ha proprietà e utilizzi molto simili al mirtillo comune. È però molto più efficace per le patologie cardiovascolari e urinarie. Viene ampiamente utilizzato per curare e prevenire la cistite, un disturbo femminile molto diffuso, che si presenta spesso con recidive proprio in estate.
Da recenti studi, non ancora confermati, sembra che, se preso con regolarità, agisca sul batterio Escherichia Coli, uno dei principali responsabile delle affezioni alle vie urinarie, eliminando l'infezione.

Il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus ) invece, è un piccolo arbusto spontaneo, comunissimo nel sottobosco montano e che si può trovare facilmente sia nelle zone alpine che appenniniche. I suoi frutti sono molto ricchi di antociani, pigmenti colorati che lo rendono utile per la salute.
È antinfiammatorio, utilizzato per gola e prime vie respiratorie. Favorisce la resistenza capillare, rendendolo utile nelle terapie della vista, nei danni alla retina e di fragilità capillare dell'occhio.
Diminuisce, inoltre, la permeabilità capillare ed è per questo un ottimo alleato nel trattamento della cellulite e della ritenzione idrica. Grazie poi alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, oltre che leggermente diuretiche, è un toccasana per il sistema cardiovascolare.

In fitoterapia si trovano in genere sotto forma di Tinture madri o Macerati glicerici (gemmoderivati). Per il loro utilizzo corretto e la posologia, rivolgersi all'erborista o al farmacista di fiducia.

lunedì 17 giugno 2013

Estate: una stagione PITTA

L'estate, insieme alla prima parte dell'autunno, è una stagione fortemente caratterizzata dal dosha PITTA.

Nell'Ayurveda, Pitta è il dosha composto principalmente dall'elemento fuoco (il calore del sole nella sua massima espressione) e in parte dall'elemento acqua (l'umidità).
Pitta in genere nelle nostre regioni domina da giugno a settembre, andando via via ad aumentare e quindi a causare i disturbi tipici di questa stagione: difficoltà digestive, gastriti, problemi cutanei, bruciori dell'apparato genitale e spossatezza.
In riferimento alla stanchezza fisica, in estate servono più energie per svolgere le attività quotidiane, e quindi è importante dosarle al meglio e conservarle.
Tra le manifestazioni più comuni e visibili, c'è sicuramente la ritenzione idrica, perché le cellule del nostro corpo devono trattenere una quantità maggiore di acqua per lo svolgimento delle loro funzioni rispetto ad altri periodi dell'anno.  
Qualche suggerimento

È molto utile prestare attenzione all'alimentazione; è necessario preferire tutto ciò che “rinfresca”, cioè che riduce Pitta (e/o aumenta Kapha) sia nel cibo scelto che nelle attività quotidiane.  
Prediligere
frutta ma dolce (come banane, cocco e fichi) e verdure dolci e amare, principalmente verdi (fagiolini, insalata e zucchine), ma anche cibi dolci e freddi, come ghee, latte e riso. Evitare le bevande ghiacciate perché in realtà rallentano le attività digestive, appesantendo così stomaco e intestino.
Ridurre i cibi acidi. Quindi la frutta acida come pesche, uva, fragole e ciliegie andrebbe mangiata con moderazione, come la carne (evitare del tutto quella rossa e ridurre quella bianca); inoltre, ridurre o eliminare del tutto le verdure rosse, come i pomodori e peperoni.
Infine anche l'attività fisica non deve sovraccaricare il corpo; camminate o passeggiate in bicicletta nel verde sono l'ideale così come nuotate in piscina, possibilmente non nelle ore centrali della giornata.

venerdì 7 giugno 2013

L'inutilità del senso di colpa

Le donne del nostro tempo vivono costantemente con il senso di colpa o comunque con lo spettro di un possibile senso di colpa.
Senza entrare in analisi sociologiche, non è difficile comprendere come oggi, nonostante gli sforzi fatti per il riconoscimento dell'uguaglianza tra i sessi, le donne vivano continuamente una costante tensione come donne e come madri facendo lo slalom tra i sensi di colpa...

Retaggio culturale? Religioso? o goffa imitazione di un modello maschile? Poco importa quali siano le motivazioni così come ancora meno importante è la critica che ne deriva.
Ciò che è importante capire è che il senso di colpa è sempre e comunque inutile e deleterio.
È una trappola infida, che porta a non sentirsi mai all'altezza; la madre lavoratrice ha il senso di colpa quando sottrae ai figli tempo prezioso, oppure al lavoro tempo per portare il bambino agli allenamenti di calcio...
sembrano luoghi comuni, ma sono più diffusi di quanto pensiamo, e rischiano di trascinare in una spirale di insoddisfazione che non permette di superare le difficoltà.
Una volta capito un errore, una volta imparata una lezione, a quel punto non ha alcun senso farsi macerare dal senso di colpa...che lavora dentro senza avere alcuna utilità.
Non è grazie alla colpa che capiamo i nostri errori, che decidiamo la strada da seguire, ma a causa sua continuiamo a sentirci male e questo rappresenta un blocco che impedisce di andare avanti.
Invece è proprio grazie agli errori che si cresce e si impara ad andare avanti, senza blocchi, senza ostruzionismo.

Il senso di colpa rappresenta un auto che procede con il freno a mano tirato, ...si riesce a fare veramente poca strada. Eppure è uno dei sentimenti più diffusi e di cui si fatica a liberarsi. E allora bisogna comprendere con profonda onestà se la strada che stiamo seguendo è la nostra, se è giusto per noi ciò che stiamo facendo.

Se poi scopriamo di dover invertire la rotta, facciamolo, ma senza sensi di colpa! Scrolliamoci addosso questo fardello, inutile e pesante, e libriamo nel cielo delle nostre scelte!

lunedì 1 aprile 2013

Bambini e bruxismo

Mi capita spesso di incontrare genitori, in genere mamme, che mi chiedono se esistono Fiori di Bach per i figli con bruxismo notturno.
I bruxismo altro non è che il digrignare i denti, ed è, nella maggior parte dei casi di bruxismo infantile, un modo che hanno i bambini di scaricare le tensioni emotive accumulate durante la giornata. Certo è che se nella stanza ci sono altri fratelli a volte questa semplice valvola di sfogo naturale può diventare molto "fastidiosa".

La domanda se i Fiori di Bach possono aiutare in questo caso è forse posta male. I fiori possono sicuramente aiutare il bambino ad affrontare a livello inconscio le sue paure, i suoi timori o semplicemente alcune difficoltà che incontra nelle sue giornate: lo accompagnano a vivere più serenamente le sfide che affronta ogni giorno. Eliminano il disturbo del bruxismo? Si, no, forse.

Ricordiamoci sempre che siamo tutti diversi; che ciascuno di noi ha la sua modalità di affrontare la vita e di scaricare le tensioni. Se per il bambino quella rimane la valvola di sfogo principale, continuerà ad esserlo magari anche per qualche anno.

Come genitori, e forse sembrerà un paradosso, dovremmo ringraziare il fatto che nostro figlio possiede uno strumento per rilassarsi, per elaborare le sue esperienze, invece che tenerle compresse dentro di sè.

I Fiori sono un grandissimo supporto per i nostri bambini come per ciascuno di noi, nelle dinamiche della vita e della crescita personale. Ma non possono essere usati come una bacchetta magica per ciò che ci da fastidio...soprattutto negli altri!