giovedì 26 dicembre 2013

Il Ribes nero: la perla della gemmoterapia

In fitoterapia, il Ribes Nigrum viene ampiamente utilizzato per le sue innumerevoli proprietà e per i limitati effetti collaterali: sono utilizzate le foglie, i frutti, i semi e le gemme.

Le prime hanno proprietà diuretiche, depurative, e antireumatiche. In particolare, attraverso infusi di foglie, l'organismo si libera dall'acido urico ed è per questo che è utile nelle forme reumatiche, in casi di ipertensione lieve e per la gotta.

I frutti, invece, sono caratterizzati dalla presenza di antociani che svolgono una funzione vasoprotettrice e che servono, come per il mirtillo nero, nelle terapie della vista.
Vengono utilizzati anche i semi, da cui si ricava l'olio di semi di Ribes Nigrum, un integratore alimentare di acidi grassi Omega-6, utile per diminuire il livello di colesterolo (ipercolesterolemia) e di zuccheri nel sangue (iperglicemia).

Infine le sue “preziose” gemme gli hanno fatto guadagnare il titolo di perla della gemmoterapia. Svolgono un'azione antiallergica, antinfiammatoria, antidolorifica e immunostimolante grazie all'azione simil-cortisonica. Inoltre, il Ribes Nigrum è un potente antistaminico naturale: alcuni dei suoi principi attivi contrastano l’azione dell’istamina, sostanza responsabile delle reazioni allergiche.
Ecco perché è indispensabile in fitoterapia nelle allergie (sia respiratorie che cutanee); stimola la corteccia surrenale che aumenta il cortisolo nel sangue e placa gli effetti delle manifestazioni allergiche.

Non dimentichiamo che è ottimo per la sua azione immunostimolante come cura preventiva per le influenze invernali.
Le controindicazioni sono poche e legate all'ipersensibilità individuale.È necessario fare attenzione ad eventuali effetti collaterali derivanti dall'interazione con altri farmaci (diuretici, cortisonici di sintesi, vasodilatatori ecc..).

mercoledì 4 dicembre 2013

Quanti fiori di Bach in un unico rimedio

In una boccetta di trattamento con i fiori di Bach, in genere sono contenuti 4 o 5 fiori, ma si può arrivare ad averne anche 6 o 7, il massimo suggerito dallo stesso Bach.
È importante infatti ricordare che non è la quantità che definisce la correttezza della scelta.
Dietro alla richiesta dei Fiori di Bach è spesso presente un disagio emotivo.
Ciascuno di noi è unico, con il suo carattere, la sua personalità, le sfaccettature che derivano dal suo vissuto...tutto questo provoca delle emozioni, che vanno e vengono, mutano, si intensificano e muoiono per fare posto a nuove emozioni.

Impariamo ad accettarci come parte di un tutto, noi non siamo una cosa sola in un determinato momento, non proviamo un'unica o al massimo due emozioni.
Ecco perché, il più delle volte, i fiori che vengono inseriti in un rimedio sono più di uno. Se accettiamo noi stessi come esseri complessi, allora accetteremo anche che un solo fiore non può racchiudere le nostre emozioni.

Qui un piccolo esempio che ne contiene già 4 o 5.
Posso provare paura per un esame che devo sostenere (Mimulus), ma contemporaneamente non sono sicura che sia veramente quello che voglio, e chiedo consiglio a quelli che mi stanno intorno (Cerato). E magari insieme a queste sensazioni, in fondo, è che non sono poi così sicura di farcela, di essere abbastanza brava per superare l'esame e quindi ho bisogno di Larch, oppure sto facendo fatica a concentrarmi per studiare e mi sembra tutto troppo gravoso (Elm oppure Hornbeam) e così via.

Accettiamo quindi i fiori come parte del nostro continuo mutamento senza spaventarci anche quando ci sembrano "troppi".