domenica 27 novembre 2016

La riflessologia plantare integrata

La riflessologia plantare si basa sulla concezione che i nostri piedi riflettono interamente il nostro corpo attraverso una vera e propria mappa che descrive tutti gli apparati e organi e le loro funzioni caratteristiche.

Perchè la riflessologia plantare integrata ®

La riflessologia è una tecnica di massaggio del piede non invasiva, basata su specifiche manipolazioni che consentono di mantenere o raggiungere uno stato di benessere e di armonia generale del corpo. Agisce a livello generale sul sistema nervoso, sul sistema endocrino, immunitario e circolatorio, portando un riequilibrio profondo e globale.

La Riflessologia Plantare Integrata ® è il risultato dell'integrazione della metodologia classica di riflessologia con specifiche post-tecniche e con la Tecnica Metamorfica
Questa sinergia permette di raggiungere più efficacemente il benessere psicofisico e di ricreare un corretto equilibrio energetico.
È particolarmente indicata per migliorare e risolvere:
  • disturbi del sonno, ansia e stress;
  • dolori articolari e alla colonna vertebrale come cervicale, lombo-sciatalgia, periartrite;
  • mal di testa, sinusiti e nevralgie;
  • disturbi digestivi e intestinali
  • disturbi mestruali
La riflessologia è controindicata nei casi di:
  • gravi malattie infettive,
  • trombosi,
  • necessità di intervenire chirurgicamente,
  • nei primi 3 mesi di gravidanza,
  • in presenza di ulcerazioni sul piede e/o sulla caviglia. 

Come si svolge una seduta

Il trattamento è personalizzato e prevede un colloquio iniziale.
Nella prima seduta, il riflessologo effettuerà un'attenta valutazione delle condizioni generali della persona, per comprendere il livello complessivo di disequilibrio e quindi per impostare il trattamento.
La durata del trattamento è di circa un’ora e la frequenza viene concordata di volta in volta a seconda dei casi.
È bene ricordare che il riflessologo non è un medico quindi non fa diagnosi e non effettua cure.

Per conoscere il costo di un trattamento di Riflessologia plantare vai alla pagina delle mie tariffe professionali

lunedì 17 ottobre 2016

Domenica dedicata alla fermentazione, 16 ottobre 2016

16 ottobre - Workshop di fermentazione di diversi alimenti e pane con pasta madre.

Il programma è stato fitto, per poter seguire le procedure sui diversi alimenti.
Al mattino abbiamo iniziato con gli impasti di lievito madre per pane e pizza, perché avevano bisogno di maggiori tempi di riposo. Abbiamo poi proseguito con la fermentazione dei crauti in vaso, per dare agli ortaggi modo di rilasciare la propria acqua.
Prima della pausa pranzo, abbiamo visto come si fermentano insieme cereali e legumi (per creare polpette da poter cuocere al forno, in padella o al vapore, es. idli). Con un piccolo impasto già pronto di riso integrale e fagioli, con carote, cipolle e aglio, abbiamo potuto cuocere degli assaggi per tutti.

Dopo pranzo, di nuovo al lavoro. Un po' di teoria sulle bevande fermentate e poi tutti ai tavoli: preparazione della giardiniera in salamoia nei vasetti e travaso dei crauti.
Come ultima cosa, abbiamo messo in forma il pane e steso la pizza nelle teglie.
Stanche ma molto soddisfatte siamo tornate a casa tutte con vari vasetti di verdure da lasciar fermentare e pane e pizza da cuocere per la serata.
Le produzioni sono state ottime!


lunedì 12 settembre 2016

26 Settembre incontro "Naturopatia, alimentazione e cibi fermentati"

Una serata per trattare il tema dell'alimentazione naturale, delle nostre radici e del bisogno di natura in ciò che mangiamo.

Un'attenzione particolare sarà dedicata al nostro intestino e agli alimenti che lo nutrono, in particolare i cibi fermentati.

Per chi vuole, sperimentazioni con lievito madre e kefir.

Il corso si terrà Lunedì 26 settembre dalle ore 19:30 alle ore 22:30
Vai alla pagina Facebook della serata

Leggi il post Le verdure lattofermentate

 

domenica 21 agosto 2016

Le verdure lattofermentate

Che cosa sono
In passato, in tutte le culture, le verdure venivano lavate, tagliate e messe in salamoia (acqua e sale). Lo scopo principale era la conservazione di questi alimenti per tempi più o meno lunghi; così facendo, si potevano consumare ortaggi anche in periodi dell'anno diversi da quelli della raccolta.
Anche oggi si può ottenere questo risultato con la fermentazione.

Si parla di verdure lattofermentate quando gli zuccheri e gli amidi presenti in tutte le verdure crude vengono trasformati in acido lattico dai lactobacilli, che sono batteri probiotici presenti nella buccia di ogni vegetale.
Questo processo deve avvenire in un ambiente anaerobico, come un barattolo di vetro chiuso, all'interno del quale si genera un livello di acidità tale da rendere impossibile lo sviluppo del temuto botulino. La putrefazione delle verdure, come di tutti gli alimenti, avviene invece in ambiente aerobico, cioè in presenza di aria.

Perché fermentare
Potendo ormai conservare i cibi nei frigoriferi o nei congelatori, ci si chiede perché fermentare le verdure.
La differenza sostanziale con le verdure conservate in frigorifero è che la fermentazione favorisce la digeribilità delle verdure, incrementa l'assimilazione di vitamine e minerali e produce enzimi e nutrienti fondamentali per il nostro microbiota intestinale: i vegetali fermentati sono ricchi di batteri probiotici.

Per esempio, la fermentazione rallenta notevolmente la perdita di vitamina C, che si verifica naturalmente nelle verdure crude dal momento in cui vengono raccolte.
Inoltre, la quantità di molte vitamine del gruppo B, già presenti nelle verdure fresche, aumenta durante il processo fermentativo.

Ci sono verdure che consumiamo cotte perché altrimenti difficilmente digeribilli da crude. Con la fermentazione si evita questo problema e si massimizza l'assimilazione di nutrienti anche da alimenti come peperoni, melanzane, patate, cavolo, cipolle, zucchine ecc.

Che cosa e come fermentare
Le uniche verdure che si suggerisce di non fermentare sono quelle contenenti molta clorofilla, cioè quelle verdi come spinaci e erbette, ma soltanto perché il sapore potrebbe non essere gradevole.
Per fermentare è sufficiente procurarsi dei barattoli di vetro con chiusura ermetica, lavarli molto bene (con bicarbonato ad esempio) e poi tagliare le verdure che desideriamo conservare.

Le verdure devono essere messe nel barattolo e schiacciate accuratamente; questa operazione è indispensabile per evitare che le verdure comincino a galleggiare quando si aggiunge la salamoia. Io suggerisco una salamoia al 5%, che garantisce la formazione dell'ambiente acido in un tempo breve.
Qualcuno consiglia il 3%, tuttavia con questa percentuale la fermentazione è più lenta e quindi è più lento il processo di acidificazione. 

Per chi vuole avvicinarsi al mondo della fermentazione, consiglio vivamente il libro di Sandor Katz “Wild Fermentation”, con molte indicazioni su come fermentare. Un libro per tutti.
Per chi volesse approfondire e conoscerne tutti i segreti la “bibbia” è “The Art of Fermentation” dello stesso autore. Entrambi i libri sono in  lingua Inglese.

Sulla fermentazione terrò nei prossimi mesi due appuntamenti:

martedì 24 maggio 2016

Naturopatia, alimentazione e cibi fermentati

Una serata per trattare il tema dell'alimentazione naturale, delle nostre radici e del bisogno di natura in ciò che mangiamo. Un'attenzione particolare sarà dedicata al nostro intestino e agli alimenti che lo nutrono, in particolare i cibi fermentati.
Per chi vuole, sperimentazioni con lievito madre e kefir.
Per prenotazioni e informazioni: cell. 349.8266959 pirovano.clara@gmail.com

mercoledì 11 maggio 2016

Probiotici e prebiotici

Si parla spesso di probiotici e della loro importanza per mantenere in salute la nostra flora batterica intestinale; c'è però, in rete e non solo, molta confusione sul loro ruolo e su come utilizzarli. Proviamo a fare un po' di chiarezza.

Che cosa sono?
La definizione di probiotici definita dalla FAO e dall'OMS è questa: i probiotici sono organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell'ospite.
Devono quindi avere due caratteristiche principali:
1) devono essere ceppi batterici vivi in grado di mantenersi vitali anche a contatto con i succhi gastrici, per raggiungere l'intestino e colonizzarlo;
2) devono inoltre essere in grado di produrre sostanze ad azione antibiotica così da impedire l’attecchimento di altre specie batteriche nocive.
Ciò che è importante sottolineare è la funzione colonizzatrice dei probiotici che consente di garantirci una flora batterica sana, sia in termini qualitativi che quantitativi, in grado di reagire ad attacchi di virus o batteri patogeni.

Perché sono importanti?
Il microbiota (insieme di microrganismi) intestinale rappresenta la prima valida barriera dell’organismo contro le infezioni: l’aggressione da parte di batteri patogeni trova infatti un ostacolo di fronte alla presenza di una flora batterica “forte e sana”.
Inoltre, i probiotici favoriscono la digeribilità degli alimenti e il miglior assorbimento dei minerali; modulano la risposta immunitaria e riducono i disturbi da colon irritabile e infiammazioni intestinali.
Quando invece la flora batterica intestinale è alterata si possono manifestare: infiammazioni, emicranie, nevralgie, dermatiti, cistiti, stitichezza, nervosismo e allergie.

Dove si trovano?
I probiotici sono disponibili negli alimenti oppure si trovano in integratori alimentari o prodotti farmaceutici da banco. Purtroppo la maggioranza dei prodotti in commercio non contengono probiotici vivi, dato il tipo di processi cui sono sottoposti, o ne contengono un numero esiguo: dovrebbero contenerne almeno qualche miliardo, affinchè i batteri abbiano la possibilità di colonizzare l'intestino.
Personalmente prediligo quelli presenti negli alimenti che derivano dalla fermentazione di cibi e bevande: verdure fermentate (crauti, aglio, zucchine, melanzane...), idromele, sidro, ma anche prodotti da forno con pasta acida (lievito madre), tempeh (fermentazione della soia) e kefir (ceppi batterici che fermentano in latte o acqua e zucchero).

...e i prebiotici?
I prebiotici rappresentano il nutrimento dei probiotici. Sono sostanze che non vengono assorbite dall'organismo ma utilizzate dalla flora intestinale. Gli alimenti prebiotici favoriscono la crescita di uno o più ceppi batterici. Si trovano in molti cibi, in particolar modo nella farina di frumento, nelle banane, nel miele, nell’aglio, nella cipolla, nei fagioli e nei porri.

 

mercoledì 16 marzo 2016

Pulizie di primavera: depurare il fegato

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, la primavera è la stagione di fegato e cistifellea (vescicola biliare).
Si manifesta l’energia della rinascita della natura - rappresentata dall'albero – e quindi dall'elemento legno che esprime armonia, disponibilità e pazienza, ma anche collera, rancore e risentimento: è la stagione del coraggio e dell'azione.
Gli squilibri del fegato, della bile, dei muscoli, ma anche degli occhi dipendono da un vuoto o da un pieno di questa energia.

Nella MTC il fegato è paragonato ad un generale dell'esercito: è deputato alla pianificazione di tutte le funzioni, garantendo il fluire e la direzione giusta in cui deve essere indirizzata l'energia.
 Ecco perché, se in buona salute, è la sede del coraggio e della risolutezza. Inoltre, gestisce la difesa dell'organismo e la regolazione del sangue. La Vescicola Biliare rappresenta invece l'aiutante di campo. Prende le decisioni su ciò che è puro e ciò che è impuro per mente e corpo. Collabora con il Fegato per portare a termine gli obiettivi, rappresenta l'azione.

Per sostenere questi "guerrieri" la natura mette a disposizione le sue risorse. In cucina, gli alimenti più adatti sono mele, limoni, spinaci, carciofi e curcuma.
La pianta per eccellenza però è il Tarassaco (Taraxacum officinale): le sue foglie fresche sono ideali crude in insalata e nelle frittate, mentre le foglie secche e la radice vengono utilizzate per tisane depurative.
Agisce stimolando le funzioni epatiche e favorendo l'eliminazione delle tossine. Svolge una funzione di drenaggio aumentando la diuresi e le secrezioni biliari, alleggerisce il fegato e lo ripulisce dalle scorie accumulate. 

Nel processo di disintossicazione primaverile, interviene anche la Riflessologia Plantare, attraverso digitopressioni sulle zone riflesse degli organi emuntori (fegato, intestino, reni e pelle) e del sistema circolatorio sanguigno e linfatico.

domenica 17 gennaio 2016

Piantaggine, Drosera e Uncaria: le erbe per l'inverno

L'inverno è la stagione del freddo secco, del riposo della natura, dei ritmi lenti e anche del senso di torpore che ci ricorda che per molti animali questo è il periodo del letargo.
Per noi è anche la stagione delle malattie da raffreddamento: raffreddore, tosse, influenza e, a volte, rinofaringite, bronchite e sinusite.

La piantaggine, la drosera e l'uncaria possiedono proprietà estremamente utili in tutti questi casi.

Piantaggine (Plantago lanceolata)

È un'erba indicata nel trattamento delle patologie infiammatorie dell'apparato respiratorio, grazie alle sue proprietà bechiche ed espettoranti: esercita infatti un'azione sedativa della tosse e emolliente che favorisce lo scioglimento del catarro.
Piantaggine

La presenza di tannini la rende un importante antivirale e antinfiammatorio, per questo motivo viene utilizzata anche nelle bronchiti.
È bene ricordare che l'allergia alla piantaggine è dovuta al polline e non alla pianta e quindi può essere utilizzata anche da soggetti allergici.


Drosera (Drosera rotundifolia)

DroseraQuesta pianta è largamente utilizzata per la sua azione spasmolitica e bronchiolitica nelle affezioni dell'apparato respiratorio caratterizzate da tosse secca e convulsiva. La tosse viene a volte aggravata dalle condizioni dell'ambiente in cui si vive, spesso a causa del riscaldamento eccessivo nelle nostre case e negli ambienti scolastici e di lavoro, che provoca irritazione e secchezza delle mucose.

Le mucillagini della drosera esercitano un'azione emolliente e calmante, per questi motivi la troviamo sovente come componente degli sciroppi per la tosse.

Uncaria (Unacaria tomentosa)

UncariaÈ utilizzata principlamente per le sue proprietà immunostimolante, antivirale, antidolorifica, cicatrizzante e antinfiammatoria. Queste caratteristiche la rendono ideale a supporto di periodi di convalescenza dopo ripetuti raffreddori, faringiti e in tutte le situazioni nelle quali il sistema immunitario è debilitato e dobbiamo quindi intervenire per rinforzarlo.

Altre erbe molto efficaci in tutti in questi casi, di cui ho parlato nei miei post precedenti, sono l'Echinacea e la Rosa Canina.