domenica 14 aprile 2019

Da VATA a KAPHA: la primavera in Ayurveda

Per l’Ayurveda la primavera è una stagione di passaggio da un inverno prevalentemente caratterizzato da freddo e secco – cioè da una stagione VATA - ad un clima più mite ma umido, cioè ad una stagione KAPHA.

Vata, Kapha e Pitta sono i tre dosha (vedi post) le costituzioni corporee che sono presenti in misura diversa in tutta la creazione, e quindi anche nell’uomo.
L’obiettivo è mantenere l’equilibrio tra questi tre dosha, anche seguendo i ritmi e le peculiarità delle stagioni nelle quali ci troviamo.

Secondo l'Ayurveda, tutte le malattie iniziano durante un cambiamento di stagione perché in questo momento è facile che i dosha vadano fuori equilibrio.
Il disequilibrio in primavera si può manifestare, a causa di un eccesso di KAPHA, con disturbi come ritenzione idrica, allergie, raffreddori, difficoltà digestive e stanchezza. Per contrastare questi eccessi è necessario liberarsi dalla sostanze di rifiuto che si sono accumulate durante l’inverno e che iniziano a sciogliersi nel corpo proprio in primavera e che indeboliscono il nostro fuoco digestivo.
L’alimentazione ha un ruolo chiave per ridurre KAPHA in eccesso, attraverso l'utilizzo di alimenti dai sapori piccante, amaro e astringente.
Questi sapori riducono la pesantezza e l'umidità caratteristiche principali di KAPHA.

piccante: peperoncino, pepe, zenzero, aglio, cipolla, ravanelli
amaro: cicoria, tarassaco, curcuma, radici amare, rabarbaro
astringente: frutta dolce acerba, melograno, carciofi, legumi, sostanze che contengono tannino come il the

L'Ayurveda suggerisce anche l'utilizzo di tisane per la pulizia degli organi emuntori, come cardo mariano e ortica, deputati proprio a liberare dalle tossine il corpo; consiglia di svolgere un’attività fisica adeguata per il risveglio muscolare e fare cicli di massaggi abhyanga che favoriscano la circolazione, drenando i liquidi e migliorino il tono della pelle.

martedì 12 marzo 2019

Il Ginseng siberiano: un potente adattogeno naturale

L'eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) è una pianta molto utile in fitoterapia per combattere stress e astenie, per prevenire malattie infettive e per sostenere l'organismo durante i cambiamenti di stagione.

Si tratta di un arbusto originario della Russia nord-orientale e del Nordest dell’Asia: in particolare Siberia e Mongolia, dove il clima è freddo/temperato. Per questo motivo viene anche chiamato Ginseng siberiano.

In fitoterapia viene usata la radice che possiede proprietà toniche e adattogene, che stimolano il sistema dell'organismo agli attacchi esterni: ad esempio virus, cambiamenti climatici, cambi stagionali (come in questo periodo) e situazioni di stress e stanchezza.
nervoso centrale e l'attività endocrina. Ecco perché favoriscono una maggiore resistenza

L'eleuterococco è molto utile anche nella stagione invernale, come prevenzione delle malattie infettive e delle sindromi influenzali, e nelle convalescenze post-influenzali, nelle quali agisce stimolando il metabolismo e donando energia fisica e mentale.

La sua funzione di aiutare l'organismo ad “adattarsi” rende l'eleuterococco molto efficace nelle situazioni in cui si richiede una grande capacità di concentrazione e di rendimento, come per gli sportivi o nella preparazione di esami e in periodi di studio molto intensi.

Un uso prolungato o dosi elevate di eleuterococco possono causare insonnia, irritabilità, eccitazione, e tachicardia. È consigliabile assumerlo la mattina ed evitare comunque di prenderlo di sera per evitare insonnia o sonno disturbato.
Non va utilizzato in casi di ipertensione, asma, diabete, gravidanza e allattamento e nei bambini e se si stanno seguendo terapie con farmaci anticoagulanti, ansiolitici o sedativi.