lunedì 1 ottobre 2018

L'asse intestino-cervello

L’intestino, definito dagli studiosi secondo cervello o sistema nervoso enterico, è a tutti gli effetti un sistema indipendente di elaborazione e integrazione neurale. È dotato di una fitta rete nervosa ed il ruolo che svolge è in gran parte indipendente dal sistema nervoso centrale.

Tuttavia, la comunicazione intestino-cervello è molto intensa e avviene in entrambe le direzioni.
L'intestino invia infatti un gran numero di segnali al nostro cervello: di malessere, di nausea, di stress e di molte nostre emozioni e aiuta il cervello a fissare i ricordi legati al cibo.
Inoltre, è in grado di prendere decisioni autonome: quando si allenta il nostro controllo razionale si attiva quello viscerale, che può “imporre” la sua decisione.
La gestione della vita, quindi, si basa sul controllo integrato da parte di entrambi i cervelli.

In questo contesto si inserisce il ruolo ormai riconosciuto del microbiota intestinale (definito anche Microbioma).
In condizioni di eubiosi (equilibrio), il microbiota contribuisce ad un sano funzionamento dell’intestino, rappresentando una risorsa preziosa che influenza il sistema immunitario gastrointestinale: permette di distinguere i batteri commensali (che non sono dannosi per noi) da quelli patogeni.

In caso di disbiosi (disequilibrio) si modifica la composizione della microflora intestinale e questo può causare lo sviluppo di molte infiammazioni dell’apparato digerente.

Inoltre, se l’equilibrio microbico viene alterato può accadere che batteri normalmente innocui (opportunisti) possano invece diventare pericolosi se si moltiplicano senza controllo.

Le recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza e funzione va ben oltre il tratto gastrointestinale e che ha un ruolo importante nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso centrale.
Il microbioma svolge funzioni di riconoscimento e di sintesi di ormoni neuroendocrini e produce fattori neuro-attivi, capaci cioè di comunicare con i “due cervelli”.

A titolo di esempio va detto che tra le sostanze prodotte dai batteri ci sono anche importanti neurotrasmettitori come la serotonina (noto come ormone del buonumore), dopamina (ormone legato al senso di appagamento che agisce anche sul sonno, e sui movimenti muscolari), noradrenalina (viene prodotta in risposta a stress psico-fisici importanti, innalza la pressione sanguigna e il flusso sanguigno verso i muscoli scheletrici) e acetilcolina (tra i suoi effetti, agisce come vasodilatatore, abbassando la pressione, aumenta la peristalsi intestinale e le funzioni digestive dell’apparato digerente).
Queste sono solo alcune delle funzioni svolte da questi neurotrasmettitori, ma ci aiutano a comprendere quanto sia importante il microbiota intestinale in molte funzioni corporee, soprattutto legate alla comunicazione intestino-cervello.

Mantenere in salute il nostro microbiota significa mantenere in salute noi stessi.
Il miglior modo che abbiamo a disposizione per fare questo è attraverso l’ALIMENTAZIONE.
Un regime alimentare basato su cibi ricchi di proteine, zuccheri e grassi possono essere responsabili di modificazioni a carico dei processi metabolici del microbioma e della sua ridotta biodiversità all’interno dell’ecosistema intestino.

Si tratta infatti di regimi in cui mancano le fibre alimentari a causa della scarsa assunzione di frutta, cereali integrali e verdure, alimenti indispensabili in una dieta sana e corretta. Le fibre stimolano naturalmente la peristalsi intestinale favorendo il corretto funzionamento dell’intestino e sono anche prebiotici (vedi post sui prebiotici), cioè sostanze di cui si nutrono i batteri probiotici, in particolare i bifidobatteri.


lunedì 20 agosto 2018

Il ruolo del microbioma per la salute

Il microbiota intestinale è un complesso ecosistema di microrganismi (batteri, funghi, virus e lieviti) presenti nel nostro intestino, tale dal rappresentare un vero e proprio organo sia in termini di peso  – la flora batterica intestinale pesa fino a 1 kg, più del cuore – sia come varietà, contenendo da 500 fino a 1000 specie differenti di batteri.
E' definito anche microbioma, quando si considera l'intero patrimonio genetico posseduto dal microbiota.

Tutto il nostro corpo è colonizzato da microrganismi, ma per le sue caratteristiche quello intestinale è il più rilevante.
microbiota intestinaleQuesto ci porta a dover cambiare la prospettiva con cui siamo abituati a considerare i nostri batteri: siamo due sistemi che vivono in simbiosi, che dipendono l'uno dall'altro per la loro sopravvivenza.

Ecco perché per mantenere il nostro stato di salute dobbiamo trovare un equilibrio, una sinergia con questi microrganismi.
Si tratta di un equilibrio dinamico e mutevole, come lo sono i fattori ambientali (alimentazione, stress, inquinamento, uso eccessivo di farmaci) che incidono sulla nostra vita e che modificano l'ambiente del nostro intestino (vedi post sui probiotici), favorendo la prevalenza di alcuni batteri, spesso potenzialmente dannosi, su altri.

Lo stato di equilibrio del microbiota, chiamato eubiosi intestinale, dipende in gran parte dalla presenza di colonie batteriche in grado di autolimitarsi a vicenda, convivendo con altre colonie senza che si verifichi una predominanza di alcuni batteri su altri.

Nel nostro intestino vivono costantemente specie benefiche di batteri, probiotici, e specie potenzialmente dannose, patogeni.
Ma queste non rappresentano la maggioranza dei batteri che colonizzano il nostro intestino, che è invece composta da batteri opportunisti, che si aggregano ai probiotici o ai patogeni quando le condizioni ambientali dell'intestino sono favorevoli agli uni o agli altri.

Per esempio, a causa di fattori come una dieta errata o una situazione prolungata di stress, le colonie probiotiche si riducono e si indeboliscono, ciò fa proliferare e rafforzare i batteri patogeni. A questo punto, i batteri opportunisti si uniscono ai patogeni in colonie simbiotiche, rendendo ancora più difficile la vita dei probiotici all'interno dell’intestino e favorendo la condizione di “disbiosi intestinale”.

Gli studi sul microbioma sono relativamente recenti – meno di 15 anni - ma stanno permettendo agli scienziati di comprendere sempre meglio le interazioni tra cervello e intestino, e il ruolo fondamentale per la nostra salute che gli stessi microrganismi rivestono in questa comunicazione.