lunedì 20 agosto 2018

Il ruolo del microbioma per la salute

Il microbiota intestinale è un complesso ecosistema di microrganismi (batteri, funghi, virus e lieviti) presenti nel nostro intestino, tale dal rappresentare un vero e proprio organo sia in termini di peso  – la flora batterica intestinale pesa fino a 1 kg, più del cuore – sia come varietà, contenendo da 500 fino a 1000 specie differenti di batteri.
Viene definito anche microbioma, definizione che indica la totalità del patrimonio genetico, cioè dei geni che sono posseduti dal microbiota.

Tutto il nostro corpo è colonizzato da microrganismi, ma per le sue caratteristiche quello intestinale è il più rilevante.
Questo ci porta a dover cambiare la prospettiva con cui siamo abituati a considerare i nostri batteri: siamo due sistemi che vivono in simbiosi, che dipendono l'uno dall'altro per la loro sopravvivenza.

Ecco perché per mantenere il nostro stato di salute dobbiamo trovare un equilibrio, una sinergia con questi microrganismi.
Si tratta di un equilibrio dinamico e mutevole, come lo sono i fattori ambientali (alimentazione, stress, inquinamento, uso eccessivo di farmaci) che incidono sulla nostra vita e che modificano l'ambiente del nostro intestino (vedi post sui probiotici), favorendo la prevalenza di alcuni batteri, spesso potenzialmente dannosi, su altri.

Lo stato di equilibrio del microbiota, chiamato eubiosi intestinale, dipende in gran parte dalla presenza di colonie batteriche in grado di autolimitarsi a vicenda, convivendo con altre colonie senza che si verifichi una predominanza di alcuni batteri su altri.

Nel nostro intestino vivono costantemente specie benefiche di batteri, probiotici, e specie potenzialmente dannose, patogeni.
Ma queste non rappresentano la maggioranza dei batteri che colonizzano il nostro intestino, che è invece composta da batteri opportunisti, che si aggregano ai probiotici o ai patogeni quando le condizioni ambientali dell'intestino sono favorevoli agli uni o agli altri.

Per esempio, a causa di fattori come una dieta errata o una situazione prolungata di stress, le colonie probiotiche si riducono e si indeboliscono, ciò fa proliferare e rafforzare i batteri patogeni. A questo punto, i batteri opportunisti si uniscono ai patogeni in colonie simbiotiche, rendendo ancora più difficile la vita dei probiotici all'interno dell’intestino e favorendo la condizione di “disbiosi intestinale”.

Gli studi sul microbioma sono relativamente recenti – non più di 20 anni - ma stanno permettendo agli scienziati di comprendere sempre meglio le interazioni tra cervello e intestino, e il ruolo fondamentale per la nostra salute che gli stessi microrganismi rivestono in questa comunicazione.

domenica 24 giugno 2018

Gli organi emuntori e le piante depurative

Gli organi emuntori hanno la funzione di eliminare dall'organismo i prodotti catabolici e di rifiuto. Principalmente si tratta di scarti derivanti dalla naturale attività metabolica del corpo, ma anche di tossine e scorie accumulate a causa di fattori esogeni: cattiva alimentazione, inquinamento e stress.

Gli organi emuntori primari sono:
  • Fegato/cistifellea, filtro di vitale importanza perché è la nostra centrale di trasformazione biochimica; qualsiasi elemento chimico penetri all’interno del nostro organismo, prima di venire eliminato, viene filtrato e spesso trasformato, dal fegato. (evacuazione intestinale)
  • Reni; filtri per le scorie e le tossine che vengono eliminate attraverso l’urina.
  • Sistema linfatico: mezzo tramite il quale i prodotti di scarto vengono veicolati verso il sangue che li trasporta agli altri organi emuntori deputati all’espulsione all’esterno.

Gli emuntori secondari sono: sistema respiratorio, sistema cutaneo e nella donna utero e vagina; questi organi subentrano in aiuto ai primi laddove necessario.
Svolgono quindi un ruolo di depurazione fisiologica che avviene continuamente all’interno dell’organismo, ed è responsabile dello stato di benessere generale.
Questo percorso depurativo spontaneo, inizia a livello dei tessuti interstiziali e si completa attraverso gli organi emuntori.

A volte però a causa di uno stile di vita non corretto gli organi emuntori si trovano a “gestire” un carico di lavoro eccessivo e impegnativo che crea inevitabilmente dei ristagni di tossine.
I sintomi di questa difficoltà si manifestano sia a livello fisico sia a livello psicologico.

A livello fisico si possono accusare dolori articolari e muscolari, senso di pesantezza alla gambe, debolezza, rigidità delle articolazioni, alito cattivo e lingua bianca.
Inoltre, quando gli organi emuntori non funzionano bene, si può soffrire di mal di testa, mal di stomaco, naso intasato, occhi pesanti, capelli e unghie fragili e una sensazione di gonfiore generale.
A livello psicologico possono manifestarsi sbalzi di umore, mancanza di entusiasmo, nervosismo ed ansia.
Sono disturbi non gravi, che danno però un segnale importante per intervenire nell'eliminazione corretta delle tossine e per cercare di non accumularne in eccesso.

Come agire per favorire l’eliminazione di tossine
Il primo passo è legato ad una corretta alimentazione, prediligendo verdure, legumi, pesce, frutta secca e cereali integrali e riducendo alimenti che appesantiscono la digestione (carni rosse e latticini).
Inoltre, si possono associare preparati fitoterapici derivanti da piante che, a seconda dei tipi di disturbi manifestati, favoriscono l’eliminazione delle scorie e alleggerire il carico sugli organi coinvolti.

Il mirtillo nero Vaccinium Myrtillus, già trattato in post precedenti, viene utilizzato in casi di difficoltà digestiva, le sue foglie riducono la fermentazione intestinale e per questo sono impiegate nel trattamento del colon irritabile. Inoltre, i suoi frutti agiscono come tonico venoso e capillare nelle turbe della circolazione e per il trattamento della cellulite.

Un’altra pianta importante, è il Pungitopo Ruscus Aculeatus, diuretico e antinfiammatorio, utilizzato in casi di varici, senso di pesantezza alle gambe, crampi ai polpacci e in generale nel trattamento di disturbi legati all’insufficienza venosa e linfatica.

Il Pungitopo inoltre, viene utilizzato in associazione all’Ippocastano Aesculus hippocastanum. Quest’ultimo agisce sulll’insufficienza venosa, sia come antiinfiammatorio che nella riduzione degli edemi e di conseguenza del gonfiore alla gambe (azione antiessudativa).
Entrambi sono utilizzati come decongestionanti del piccolo bacino, cioè dell’apparato uro-genitale, quando si verificano casi di prostatismo, emorroidi e problemi mestruali.

Tra le piante che svolgono un’azione depurativa del fegato la principale è il Cardo Mariano, Silybum Marianum. I flavonoidi contenuti nella pianta svolgono un’azione antiossidante e protettiva del tessuto epatico favorendo l’eliminazione delle tossine e la rigenerazione cellulare.

Il Cardo viene in combinazione con l’Ortica Urtica urens per le proprietà detox e diuretiche. L’Ortica, infatti, è un depurativo e antiinfiammatorio delle vie urinarie. Aumenta il flusso urinario e l’eliminazione delle scorie attraverso l’urea.  Ha la capacità di alcalinizzare il sangue e facilitare così l'eliminazione dei residui acidi del metabolismo.
Queste sono solo alcune delle piante utili ai fini depurativi, che possiamo trovare facilmente in commercio. In ogni caso, è bene ricordare sempre che il loro utilizzo, singolo o in sinergia, va valutato caso per caso, considerando le possibili controindicazioni.