martedì 7 maggio 2019

Gli oli essenziali

Gli oli essenziali sono composti naturali di origine vegetale creati da miscele di sostanze volatili, odorose e oleose, vengono prodotti da molte piante sotto forma di minuscole gocce. La quantità di olio essenziale presente in una pianta è molto ridotta ma per alcune specie può essere abbondante.

La volatilità è la capacità di diffondersi nell’aria e permette l’assorbimento attraverso le vie aeree, dato che si miscelano con l’aria che respiriamo.

L’oleosità di queste sostanze vegetali le rende liposolubili (che si posso sciogliere nei grassi).
L’odorosità degli oli essenziali rappresenta la loro proprietà più importante. La percezione del loro odore viene conservata nella nostra memoria come esperienza collegata a eventi vissuti.

Gli oli essenziali vengono percepiti dal nostro olfatto. Le cellule olfattive sono cellule nervose e partendo da esse il messaggio viaggia verso le altre parti del cervello.
Il gran numero di sostanze che costituiscono gli oli essenziali rendono molto variegata la gamma di aromi offerta dal mondo: aromi che prendono il nome dalla pianta da cui sono stati ricavati (olio essenziale di Lavanda dai fiori della Lavanda, di Eucalipto dalle foglie dell’Eucalipto, ecc.).

Gli oli essenziali entrano nel nostro organismo anche attraverso la pelle (ad esempio durante un massaggio) e dopo averla superata viaggiano nel sangue e raggiungono gli organi malati.  

Nelle malattie da raffreddamento, l’olio di eucalipto è indicato per via esterna, ad esempio in bagni caldi (5 gocce nella vasca).

Per la cattiva digestione, da usare l’olio di finocchio, con un massaggio a livello addominale, mentre per via orale è preferibile consumare un infuso di semi.

Il massaggio con oli essenziali dona numerosi benefici al corpo e alla mente e sfrutta le proprietà curative delle essenze. E’ molto diffuso mettendo qualche goccia nell’olio da massaggio e praticando movimenti lenti per permettere alle essenze di entrare nel corpo attraverso i pori.
L’olio di camomilla e quello di lavanda sono i più adatti per trattamenti rilassanti.

domenica 14 aprile 2019

Da VATA a KAPHA: la primavera in Ayurveda

Per l’Ayurveda la primavera è una stagione di passaggio da un inverno prevalentemente caratterizzato da freddo e secco – cioè da una stagione VATA - ad un clima più mite ma umido, cioè ad una stagione KAPHA.

Vata, Kapha e Pitta sono i tre dosha (vedi post) le costituzioni corporee che sono presenti in misura diversa in tutta la creazione, e quindi anche nell’uomo.
L’obiettivo è mantenere l’equilibrio tra questi tre dosha, anche seguendo i ritmi e le peculiarità delle stagioni nelle quali ci troviamo.

Secondo l'Ayurveda, tutte le malattie iniziano durante un cambiamento di stagione perché in questo momento è facile che i dosha vadano fuori equilibrio.
Il disequilibrio in primavera si può manifestare, a causa di un eccesso di KAPHA, con disturbi come ritenzione idrica, allergie, raffreddori, difficoltà digestive e stanchezza. Per contrastare questi eccessi è necessario liberarsi dalla sostanze di rifiuto che si sono accumulate durante l’inverno e che iniziano a sciogliersi nel corpo proprio in primavera e che indeboliscono il nostro fuoco digestivo.
L’alimentazione ha un ruolo chiave per ridurre KAPHA in eccesso, attraverso l'utilizzo di alimenti dai sapori piccante, amaro e astringente.
Questi sapori riducono la pesantezza e l'umidità caratteristiche principali di KAPHA.

piccante: peperoncino, pepe, zenzero, aglio, cipolla, ravanelli
amaro: cicoria, tarassaco, curcuma, radici amare, rabarbaro
astringente: frutta dolce acerba, melograno, carciofi, legumi, sostanze che contengono tannino come il the

L'Ayurveda suggerisce anche l'utilizzo di tisane per la pulizia degli organi emuntori, come cardo mariano e ortica, deputati proprio a liberare dalle tossine il corpo; consiglia di svolgere un’attività fisica adeguata per il risveglio muscolare e fare cicli di massaggi abhyanga che favoriscano la circolazione, drenando i liquidi e migliorino il tono della pelle.