martedì 12 marzo 2019

Il Ginseng siberiano: un potente adattogeno naturale

L'eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) è una pianta molto utile in fitoterapia per combattere stress e astenie, per prevenire malattie infettive e per sostenere l'organismo durante i cambiamenti di stagione.

Si tratta di un arbusto originario della Russia nord-orientale e del Nordest dell’Asia: in particolare Siberia e Mongolia, dove il clima è freddo/temperato. Per questo motivo viene anche chiamato Ginseng siberiano.

In fitoterapia viene usata la radice che possiede proprietà toniche e adattogene, che stimolano il sistema dell'organismo agli attacchi esterni: ad esempio virus, cambiamenti climatici, cambi stagionali (come in questo periodo) e situazioni di stress e stanchezza.
nervoso centrale e l'attività endocrina. Ecco perché favoriscono una maggiore resistenza

L'eleuterococco è molto utile anche nella stagione invernale, come prevenzione delle malattie infettive e delle sindromi influenzali, e nelle convalescenze post-influenzali, nelle quali agisce stimolando il metabolismo e donando energia fisica e mentale.

La sua funzione di aiutare l'organismo ad “adattarsi” rende l'eleuterococco molto efficace nelle situazioni in cui si richiede una grande capacità di concentrazione e di rendimento, come per gli sportivi o nella preparazione di esami e in periodi di studio molto intensi.

Un uso prolungato o dosi elevate di eleuterococco possono causare insonnia, irritabilità, eccitazione, e tachicardia. È consigliabile assumerlo la mattina ed evitare comunque di prenderlo di sera per evitare insonnia o sonno disturbato.
Non va utilizzato in casi di ipertensione, asma, diabete, gravidanza e allattamento e nei bambini e se si stanno seguendo terapie con farmaci anticoagulanti, ansiolitici o sedativi.



lunedì 1 ottobre 2018

L'asse intestino-cervello

L’intestino, definito dagli studiosi secondo cervello o sistema nervoso enterico, è a tutti gli effetti un sistema indipendente di elaborazione e integrazione neurale. È dotato di una fitta rete nervosa ed il ruolo che svolge è in gran parte indipendente dal sistema nervoso centrale.

Tuttavia, la comunicazione intestino-cervello è molto intensa e avviene in entrambe le direzioni.
L'intestino invia infatti un gran numero di segnali al nostro cervello: di malessere, di nausea, di stress e di molte nostre emozioni e aiuta il cervello a fissare i ricordi legati al cibo.
Inoltre, è in grado di prendere decisioni autonome: quando si allenta il nostro controllo razionale si attiva quello viscerale, che può “imporre” la sua decisione.
La gestione della vita, quindi, si basa sul controllo integrato da parte di entrambi i cervelli.

In questo contesto si inserisce il ruolo ormai riconosciuto del microbiota intestinale (definito anche Microbioma).
In condizioni di eubiosi (equilibrio), il microbiota contribuisce ad un sano funzionamento dell’intestino, rappresentando una risorsa preziosa che influenza il sistema immunitario gastrointestinale: permette di distinguere i batteri commensali (che non sono dannosi per noi) da quelli patogeni.

In caso di disbiosi (disequilibrio) si modifica la composizione della microflora intestinale e questo può causare lo sviluppo di molte infiammazioni dell’apparato digerente.

Inoltre, se l’equilibrio microbico viene alterato può accadere che batteri normalmente innocui (opportunisti) possano invece diventare pericolosi se si moltiplicano senza controllo.

Le recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza e funzione va ben oltre il tratto gastrointestinale e che ha un ruolo importante nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso centrale.
Il microbioma svolge funzioni di riconoscimento e di sintesi di ormoni neuroendocrini e produce fattori neuro-attivi, capaci cioè di comunicare con i “due cervelli”.

A titolo di esempio va detto che tra le sostanze prodotte dai batteri ci sono anche importanti neurotrasmettitori come la serotonina (noto come ormone del buonumore), dopamina (ormone legato al senso di appagamento che agisce anche sul sonno, e sui movimenti muscolari), noradrenalina (viene prodotta in risposta a stress psico-fisici importanti, innalza la pressione sanguigna e il flusso sanguigno verso i muscoli scheletrici) e acetilcolina (tra i suoi effetti, agisce come vasodilatatore, abbassando la pressione, aumenta la peristalsi intestinale e le funzioni digestive dell’apparato digerente).
Queste sono solo alcune delle funzioni svolte da questi neurotrasmettitori, ma ci aiutano a comprendere quanto sia importante il microbiota intestinale in molte funzioni corporee, soprattutto legate alla comunicazione intestino-cervello.

Mantenere in salute il nostro microbiota significa mantenere in salute noi stessi.
Il miglior modo che abbiamo a disposizione per fare questo è attraverso l’ALIMENTAZIONE.
Un regime alimentare basato su cibi ricchi di proteine, zuccheri e grassi possono essere responsabili di modificazioni a carico dei processi metabolici del microbioma e della sua ridotta biodiversità all’interno dell’ecosistema intestino.

Si tratta infatti di regimi in cui mancano le fibre alimentari a causa della scarsa assunzione di frutta, cereali integrali e verdure, alimenti indispensabili in una dieta sana e corretta. Le fibre stimolano naturalmente la peristalsi intestinale favorendo il corretto funzionamento dell’intestino e sono anche prebiotici (vedi post sui prebiotici), cioè sostanze di cui si nutrono i batteri probiotici, in particolare i bifidobatteri.